domenica 22 maggio 2011

I GIOVANI E LA POLITICA NELLE AMMINISTRATIVE 2011


Con questo post porto all'attenzione il rapporto tra i giovani e la politica, quella vera,
 fatta nei piccoli comuni. Ho deciso di intervistare un mio caro amico, Jacopo Lupi, 
alla sua prima esperienza politica, candidatosi come consigliere comunale in un paese abruzzese; 
Jacopo, studente in scienze politiche ed autore di un romanzo edito nel 2010, ci dà il 
suopunto di vista sulle realtà politiche e socioeconomiche dei piccoli comuni. 
L'obiettivo è di analizzare una politica diversa, fatta sul territorio per il territorio stesso,
proponendo innovazioni e valori che dovrebbero essere condivisi da tutti i giovani
desiderosi di lanciarsi nel difficile contesto politico-amministrativo.
     

     1-  Come mai un ragazzo giovane come te (vista l’età media dei nostri politici) ha deciso di lanciarsi in politica?

     La mia decisione, ambiziosa proprio per la mia età, è scaturita dopo una diatriba giornalistica presso un noto periodico della Valle del Sagittario ( il gazzettino della Valle del Sagittario), dove per mesi si sono sollevate polemiche e piagnistei vari sulla difficile situazione economica, politica e sociale in cui versa Villalago. Si sono susseguiti numerosi articoli in cui cercavo di dare delle idee nuove per risolvere, o tentare di risolvere, i vari problemi, per dar consigli agli amministratori che si andavano a candidare per questa sfida. Avendo trovato davanti a me solo l’indifferenza generale per le mie idee, dovute sicuramente alla mia giovane età, ho deciso di mettermi in prima linea e far capire con i fatti che quelle erano e sono idee intelligenti e innovative. Così, a sorpresa di molti, sono sceso in campo (per usare un termine del settore) e mi sono messo subito a lavoro per organizzare un mio programma personale da incorporare nel programma generale di lista. Cosa mi ha mosso? La forza delle idee e la voglia di realizzarle.


    2- Quanto è forte la voglia di “scalare” i gradini della politica, dal livello locale a quello nazionale?

Non nego che la politica è un impegno che mi ha sempre affascinato non poco, e trovarmi a scalare i gradini della politica è un idea suggestiva anche se molto impervia e delicata. Per ora preferisco pensare e ragionare nel mio piccolo a livello locale, anche perché credo fermamente che, amministrare un paesino come Villalago, sia di gran lunga più difficile che occupare una poltrona in provincia, in regione o a livello nazionale. Questo perché l’amministrazione locale ti porta a camminare per le strade del paese, a fermarti nelle case e chiacchierare con i tuoi concittadini, ascoltando i problemi e le difficoltà reali di un paese, le difficoltà reali di ogni singolo cittadino; così cercando di far bene per ognuno di essi risolvi i problemi di tutti e del paese stesso. Questa è la politica che amo di più, anche se, la forza delle mie idee e la voglia di realizzarle so già che mi spingerà a guardare sempre più avanti e camminare, o provare a camminare, sempre più in alto.

3-    Arrivismo ed ambizione, due facce della stessa medaglia? Come la pensi al riguardo?

Due facce della stessa medaglia ma con un significato così diverso da renderle entrambe figlie illegittime di una stessa madre. L’ambizione a mio avviso è cosa che pochi hanno e che pochi possono avere realmente perché è figlia del genio umano e mette a dura prova il talento di una persona; l’arrivismo possono averlo tutti e molti lo hanno perché mette in bella mostra solo la faccia tosta di ognuno di noi e l’egoismo innato di ogni persona. Se devo esser sincero non riesco a vedermi da solo contro il mondo per arrivare e scalare il proprio ego; piuttosto mi piace immaginarmi il futuro come una lenta costruzione, mattone dopo mattone, da realizzare insieme alle persone, cercando di essere ambizioso abbastanza da non perdere mai l’entusiasmo e la voglia di fare e di costruire il mio mondo insieme a tutti, anche chi non la pensa come me.

4-    Parliamo in termini concreti, quali sono i punti chiave del tuo progetto?

Per queste amministrative, a differenza di molti, ho cercato di essere concreto da subito affinché mi si identifichi con le mie idee e progetti e non con la mia faccia e il mio nome e cognome. La parte di programma redatta da me è su una idea ambiziosa ma non impossibile da realizzare, anzi. Sto gettando le basi per la creazione del “Consorzio Turistico Valle Del Sagittario” dove cercare di convogliare i sei paesi della Valle affinché si possa avere una visione dell’industria del turismo unitaria e organizzare strutturalmente tutta l’offerta turistica a nostra disposizione. Questa mia idea nasce dalla consapevolezza che Villalago, come gli altri piccoli centri della valle, da solo ha le sue manifestazioni e la sua appetibilità turistica, ma non è forte abbastanza da competere con altri centri in Italia, meno belli ma più conosciuti; l’idea è quella di offrire al turista un pacchetto allargato di offerte e imporci nel panorama nazionale e internazionale. Associato al consorzio verrà istituita successivamente una cooperativa di giovani che vadano a gestire la ricettività a Villalago in unione con le cooperative degli altri paesi, fornendo un servizio in più al paese stesso e posti di lavoro nuovi. Questo è un progetto ambizioso ma sicuramente realizzabile, in tempi brevissimi, con un costo minimo per il comune e con un impatto pubblicitario inimmaginabile.

5-    Pensi che questi punti chiave possano essere facilmente estendibili anche ad altri paesi simili a villalago? (simili per dimensione e contesto geopolitico)

Questo è un progetto che non è nuovo nel suo genere, prendete ad esempio il consorzio turistico “cinque terre”, cinque paesini che non erano conosciuti e che ora sono la perla d’Italia; per questo che il consorzio può e deve essere esportato anche in altre realtà, ed altre zone in abruzzo e non. Io ci credo.

6-    Piattaforme virtuali per l’e-government: è un punto di partenza per ridurre tempi e costi, quindi sprechi? In che ambito lo utilizzeresti?

L'e-Government rappresenta un'opportunità rilevante per il nostro Paese: è senza dubbio un elemento catalizzante in grado di favorire l’innovazione della Pubblica Amministrazione e delle sue modalità di relazionarsi con cittadini e imprese. Questo deve essere il futuro, per abbattere le spese inutili e la carta straccia di cui si abusa negli uffici, ma forse prematuro nel mio scenario politico di un piccolo paese ancora poco tecnologico. Anche se un idea a riguardo già c’è. Ho inserito nel mio programma personale e in quello di lista una diversa strutturazione del sito internet del Comune e, attraverso un bando, cercare la società che andrà a creare un sito dinamico e predisposto all’e-goverment con servizi dedicati ai privati e alle imprese presenti su tutto il territorio della Valle del Sagittario, come il pagamento on line delle utenze erogate dalle municipalizzate, dell’imposta sugli immobili e di quella sui rifiuti; le iscrizioni scolastiche e i servizi scolastici (mense, trasporti...), le richieste per assegni sociali, le richieste anagrafiche (come il cambio di residenza), le visioni delle variazioni domiciliari, e così via. Questo ovviamente avrà dei tempi più lunghi nel nostro paese per la sensibilizzazione a questo nuovo modo di amministrare e gestire le risorse.

7-    Ritieni opportuno accorpare comuni di dimensioni ridotte, ipotizziamo inferiori ai 5000 abitanti, per una più efficiente gestione organizzativa?

Si, l’idea è affascinante e sicuramente utile a livello amministrativo e politico ma, allo stato dei fatti irrealizzabile in Italia. E questo perché c’è ancora un lato oscuro della politica che riguarda le poltrone da occupare. Questo progetto darebbe sicuramente modo di lavorare meglio a una politica unitaria ma farebbe perdere diversi posti molto ambiti a chi fa politica per mero interesse. Io non ostante sto affacciandomi ora alla politica sono d’accordo all’accorpamento per il semplice motivo che sarebbe utile ai paesi piccoli. Ma sono anche onesto nel dire che difficilmente ci si arriverà proprio per l’ostracismo di una parte, quella sporca, della politica italiana.


8-    Consiglieri comunali e stipendi; cosa fare per evitare che persone entrino in politica per un mero interesse economico? Lancio una proposta: colui che non presenzia ad un numero minimo di sedute non potrà mai più ricandidarsi in futuro, con una multa anche al partito.

Come dicevo prima c’è un lato oscuro della politica, che non condivido, difficile da ostacolare ma con idee come la tua si proverebbe ad eliminare gradualmente. L’idea della multa e del numero minimo di sedute è un campo percorribile ma io sinceramente, per risolvere questo annoso problema vorrei essere ancora più duro e più diretto, proprio perché prima di passare dall’altra parte della barricata e candidarmi, ero un ragazzo, un giornalista e un osservatore indignato di tutti questi privilegi non guadagnati. Per quanto riguarda un piccolo centro come il nostro il problema è relativo, ma in città più grandi questa è un grave realtà che va assolutamente cambiata. La soluzione deve essere dura, perché le multe non scoraggiano più del dovuto. Bisogna eliminare i privilegi e pagare anche nei grandi comuni a gettone di presenza; istituire un organo di controllo superiore per i politici; rendere aperte, online, o comunque visibili a tutti,le sedute dei consigli comunali affinché le persone si rendano conto di quello che accade e dei politici attenti all’interesse dei cittadini e di quelli che invece agiscono solo per soldi. Trasparenza e punizioni severe e restrittive.

9-    Ritieni più giusto “internazionalizzare” questi piccoli paesi, nel rispetto delle tradizioni di ognuno, o ritieni più opportuno far mantenere una precisa autonomia ed “indipendenza” ad ognuno di essi?

Ogni paese ha la sua storia e la sua tradizione che va conservata e mantenuta viva, però ogni paese, al mondo d’oggi, ha necessità vitale di mettere piede fuori dalla propria realtà e aprire una finestra verso il mondo e quello che c’è fuori. Internazionalizzare senza snaturare il paese è una mia priorità; potrebbe dare interessanti sviluppi futuri non solo turistici, ma anche economici e sociali, quindi sono totalmente favorevole e aperto a questa eventualità.

   10-  Come fare a promuovere questi paesi sul territorio nazionale? Hai qualche idea al riguardo?

In primis, come già ti dicevo, la nascita del Consorzio è la condicio sine qua non; poi senza dubbio l’utilizzo intelligente della rete per garantire un panorama mondiale e far innamorare il turista delle nostre manifestazioni; e infine creare un pacchetto di offerte appetibile e vantaggioso in tutti i sensi per andare a prendere e portare nella nostra terra il turista ignaro.

11- Immagina di essere arrivato a fine mandato: se guardi indietro, cosa pensi (e speri) di trovare?

Spero di trovare le basi per la crescita del mio ambizioso progetto; guardare il paese con il sorriso e dire “ce la possiamo fare!”. Guardare i giovani e vedere nei loro occhi la luce con la quale io ora vedo il futuro, un futuro che può aprire numerose possibilità ma che ora, è ancora sopito nelle coscienze di tutti. Spero di trovare, alla fine del mio ipotetico mandato una voglia nuova, di tutti, per continuare a gettare sempre nuove basi e porsi sempre nuovi obiettivi.

domenica 8 maggio 2011

Il PD ed il centrosinistra: un punto di vista sulla situazione attuale.

Ciao a tutti!! Con questo post introduco un argomento sempre di grande attualità, ovvero ciò che avviene nell'area politica del centrosinistra ed all'interno del suo partito più grande, il PD.
Mi sono avvalso del punto di vista di un ragazzo, Francesco Nicoli, appassionato di politica ed economia, per avere un punto di vista giovane e fresco ed effettuare un'analisi lucida e libera dalle facili retoriche.
Francesco, studente all'università Sacro Cuore di Milano, vanta numerose esperienze di studio all'estero, tra cui annovero l'università di Montpellier, utili a forgiare un carattere cosmopolita ed un'obiettività critica notevole.
Vediamo cosa ha risposto alle mie domande.


1-    A  quale “corrente di pensiero” interna al PD appartieni?

Mi riconosco in una visione liberal-democratica del partito, che oggi pare un po’ latitare. Credo fortemente in una democrazia bipartitica sul modello anglosassone, caratterizzato dal rispetto reciproco dei contendenti. Considero cruciale la dinamica economica,  perché il futuro di questo paese sta nel controllo oggi delle conseguenze della globalizzazione. (Clinton ripeteva a se stesso “it’s the Economy, stupid”). Il leader che di gran lunga si avvicina di più a questa visione è fuor di dubbio Walter Veltroni.

2-     Ritieni una scelta giusta e doverosa, oppure frettolosa ed ingenerosa quella di allontanare Veltroni subito dopo la sconfitta nel 2008?

Veltroni non è stato allontanato, si è dimesso. Una scelta di grande umiltà di un uomo a servizio del suo partito. La tragedia fu l’ostruzionismo più completo che paralizzò durante la sua segreteria la vita del partito, e perché no, la scelta sbagliata di alcuni collaboratori.

3-     Sinistra e potere; spesso, quando un politico in area centro-sinistra mette in atto una buona iniziativa, magari neanche su scala nazionale, viene subito proposto come leader, anzichè come un ottimo esponente del partito. Ritieni questo un sintomo di un vuoto di potere? Quanto pensi che ciò incida in un’ottica di perdita di elettori?

La questione è: chi propone queste persone come leaders? Spesso l’informazione ha un ruolo cruciale nel costruire “il mito” di un personaggio e a proiettarlo su una scena inattesa. Venendo alla risposta, penso che la sinistra sia orfana di un progetto, prima che di un leader. Io ritengo che prima  vadano fatti i programmi, poi si possa procedere a scegliere il leader. Oggi non abbiamo programmi coerenti, non abbiamo una “vision”, per questo siamo fallimentari. Il progetto di Veltroni, per quante pecche potessero macchiarlo, aveva il pregio di portare avanti una visione del mondo, della politica, dell’economia, che era percepita unitariamente, come una sfida. Oggi ci manca questo: una visione del mondo.

4-     Non ritieni che il PD abbia abusato delle primarie?

Ritengo che non si abusi mai per troppa democrazia. Le primarie sono il modo migliore per educare i propri membri a comportarsi ed accettare la scelta democratica. Dovremmo chiederci però: “quanto sono democratiche le nostre primarie? Come migliorarle?”  penso che bisognerebbe adottare un modello di primaria “lunga”, regione per regione, in modo da dare la possibilità alla gente di riflettere sulle sue scelte. E penso anche  che il partito dovrebbe fare, in fase “non elettorale” (interna ed esterna) un cammino di formazione alle primarie per iscritti e partecipanti: il problema più grande della democrazia è quando i soggetti chiamati a votare non sono in grado di collegare le figure dei leader con i loro progetti, ma votano semplicemente sulla base della “simpatia”.

5-     Chi è il tuo leader preferito?

Ei fu Tommaso Padoa Schioppa. Lui era un leader, ma espresso, forse, in altri termini. Dopo, non vedo con dispiacere Renzi o Civati, ma anche personalità esterne come Monti o Montezemolo non mi dispiacerebbero.

6-     Il PD e l’apertura verso la sinistra comunista; tu come la vedi? Ritieni le idee e la personalità di Vendola compatibili con il PD?

Vendola si rifiutò di entrare nel PD, trattando con disprezzo il nostro progetto. Se ora pensa diversamente rispetto al nostro partito, lo faccia sapere. Saremo ben felici di fare un congresso per accogliere l’ex SeL nel Partito Democratico. Ma la vocazione resta maggioritaria.

7-     Chi fa più opposizione a sinistra, Bersani o Di Pietro?

Cosa vuol dire opposizione? Opposizione è chi urla di più, o chi cerca di costruire un futuro diverso al paese senza sacrificare ogni cosa per piccole vittorie nello scontro politico quotidiano? Quando Di Pietro attacca il capo dello stato, vota contro le missioni all’estero, si pone al di fuori della logica, dalla tradizione e dalla prassi costituzionale che vuole le forze politiche divise sui temi d’ordinaria amministrazione, ma coese nella difesa delle forze armate impegnate all’estero e nel riconoscere nel capo dello stato l’organo di reciproca tutela. Ricordiamoci tutti che il patto democratico si fonda su un Consenso per Intersezione, nella riuscita definizione di Rawls, e che il capo dello stato ha come unico e sacro dovere difendere i fondamenti di tale patto.

8-     Personalmente ritengo i partiti di estrema sinistra adatti solo a fare opposizione, ma con scarsa vena costruttiva quando si tratta di governare. Concordi?

Non avendo mai governato, e sapendo che non governeranno mai, costruiscono il proprio consenso su forme più raffinate, ma altrettanto odiose, di populismo allo stato brado.

9-     Quanto potrà pesare il “disfattismo” dei partiti di estrema sinistra in caso di vittoria alle elezioni? Il caso Prodi insegna..!

Prodi perse all’ultimo istante il 15% dei consensi moderati perché un leader di un micro partito estrema sinistra,  preoccupato dal fatto che un centro della coalizione troppo forte avrebbe annullato il potere di veto del suo micro partito,  andò in televisione e disse che avrebbe aumentato le tasse alla classe media. Raggiunse il suo obiettivo e ottenne il potere di veto. Sappiamo come andò: io spero che l’estrema sinistra continui a restare esclusa dall’arena parlamentare, almeno fino al momento in cui non trova forme più civili di confronto politico.

10-Immaginati a capo del PD nell’opposizione; indica 3 punti sui quali faresti una tenace  opposizione all’attuale governo.

1)    Riforma costituzionale e della giustizia
2)    Politica estera verso dittatori vari, Putin in primis
3)    Totale assenza di riforme economiche, anche a costo 0.

11-Immaginati a capo del PD al governo; indica i 3 punti principali su cui lavorare nei primi 100 giorni.

1)    “It’s the economy, stupid”. Bisogna rilanciare l’economia, e al contempo ottenere il pareggio di bilancio. Una mission impossible che vedrebbe tutta la mia attenzione.
2)    La politica Europea: molti temi della globalizzazione sono impossibili da gestire a livello locale, pensiamo all’immigrazione, alla politica economica comune, alla politica estera.
3)    Il federalismo: esso dev’essere una priorità assoluta per un partito di centrosinistra, in quanto – se ben inteso- principio di governo che concilia responsabilità e solidarietà. A mio avviso, senza il federalismo la democrazia è incompleta.

12-Condividi la posizione del PD sulla guerra in Libia?

Certamente. Tra l’altro, mi spiace che il premier abbia cambiato idea cosi tardi. Viste tutte le volte che il Cammellaio è venuto sul suolo patrio, sarebbe stato molto comodo da catturare…

13-A tuo parere, ritieni D’Alema un “burattinaio” con ancora forte influenza nel centro-sinistra, oppure credi che il suo peso politico sia limitato?

D’Alema è un leader dalle straordinarie capacità e dallo straordinario carisma. Ritengo sia essenziale per questo partito, non c’è nessun altro (eccetto forse lo stesso Prodi) che ha una tale conoscenza dell’arena internazionale ed europea. detto questo, io ritengo che gli vada affidato un compito chiaro e preciso, da cui disponga di una forte autorità, limitata però sul suo settore. Lasciarlo privo di incarichi (e quindi di vincoli e obiettivi formali) è un modo per non volerlo mettere alla prova e consentirgli di fare il suo gioco dietro le linee. A mio avviso, dovrebbe ricevere il mandato di costruire, per le prossime elezioni europee. Un Partito Democratico Europeo. È l’unico, in Europa, a poterlo fare.

14-Affidare la leadership del PD ad uno “straniero”, fuori dai giochi della politica, come ad esempio Corrado Passera; tu come la pensi al riguardo?

Non conosco l’esperienza di Passera direttamente. Vedrei però con favore altri grandi personaggi, come Montezemolo, Draghi o Monti.

domenica 1 maggio 2011

VIVERE A LONDRA: ISTRUZIONI PER L'USO!!

Ciao a tutti!! dopo il matrimonio tra Will e Kate immagino in parecchi siamo rimasti affascinati dalla bellezza di Londra, chiedendoci come sarebbe provare a vivere in questa città! D'altronde, la City è da sempre un punto di arrivo ( o di partenza), per molte persone, in particolar modo giovani tra i 20 ed i 30 anni, per via di tutto ciò che offre, sotto ogni punto di vista.
Partendo da quest'idea, ho intervistato un mio carissimo amico, nonchè ex-coinquilino, di nome Andrea, il quale da qualche mese ha tentato l'avventura nella City insieme alla sua ragazza! Sicuramente sarà in grado di dare qualche consiglio a tutti coloro intenzionati a trascorrere un periodo della propria vita a Londra, per studio, lavoro o altro! Vediamo cosa ci ha raccontato.


- Dai le informazione generali, dove abiti, da quanto e con chi.
Hello everybody!!!! Mi chiamo Andrea, ho 24 anni e sono italiano. Sono qui a Londra da circa 4-5 mesi. Sto vivendo (per la seconda volta anzi, terza) questa esperienza con la mia ragazza Raffaella, anche lei 24 anni italiana. Abitiamo nel quartiere di Hammersmith, west - London, una zona molto carina e ben collegata.

- Puoi tracciare brevemente un primo bilancio della tua esperienza?
Molto molto stancante e difficile però nello stesso tempo ricca di esperienze di vita, di crescita.

- Puoi descrivere brevemente la tua giornata tipo?
Allora le mie giornate, diciamo, sono sempre le stesse tutti i giorni; sveglia alle 7e30 ci si prepara colazione e alle 8 si esce per stare a lavoro per le 8e45. Lavoro dalle 9 fino alle 16 per poi correre verso la metro di fretta e in furia per andare a scuola in centro dalle 16e30 alle 18e30 e poi si torna a casa intorno alle 19e30. Una volta tornato si cena e dopo al letto, per cercare di riposare il più possibile pronti per una nuova giornata.


- Come ti sei organizzato per la lingua? ci sono corsi gratuiti?
Bhe per la lingua come ti ho detto, faccio per adesso un corso di general-english, anche se sono intenzionato tra un mesetto di cominciare anche un corso di business-english. Si so che ci sono corsi gratuiti in giro per Londra però sinceramente non mi sono mai informato anche perchè se devi fare qualcosa è meglio farla bene e dei corsi gratuiti non so fino a quanto siano validi.


- Confermi che a Londra si trova facilmente lavoro?
Non è cosi semplice come sembra. Per esempio nel mio caso io prima di trovare il lavoro che adesso svolgo mi ci è voluto quasiun mese, consegnando ogni giorno ovunque capitava i miei cv. Ne ho dati circa un centinaio e il lavoro lo ho solo perchè sono “andato a rompere le scatole” al manager almeno 4 volte, non perchè mi abbia contattato lui. Per di più io sono andato a Londra apposta prima di Natale poichè avrei avuto più possibilità di trovarlo. Però guarda una cosa è certa, la possibilità di trovare un lavoro è molto più facile che in Italia, nel senso che comunque tu puoi essere licenziato da un lavoro la mattina e il pomeriggio ne hai trovato uno nuovo, un pò come è successo a me. Ah poi un altra cosa se sai un pò di inglese è molto più semplice!!!!!!!!


- Se dovessi consigliare ad un altro ragazzo di venire a Londra, quale budget gli diresti di portare per sopravvivere il 1 mese?
Penso che il primo mese con 1000 euro ce la fai tranquillamente, cioè nel senso che Londra è una città molto costosa però se sai spendere e vuoi davvero risparmiare, lo puoi fare tranquillamente. Poi ci sono cose tipo la travelcard per muoverti con i mezzi che non puoi fare a meno di averla.


- Ci daresti qualche consiglio sui quartieri in relazione agli affitti?
Questo fa parte di una di quelle cose che se vuoi puoi risparmiare tanto sennò son soldi. Prendere in affitto una casa qui, può risultare una delle cose più dolorose (per il portafoglio intendo!!!). Dipende da te come vuoi vivere, con chi e dove. Puoi partire da un 50 sterline a settimana per l’affitto di una stanza in una casa in condivisione in quarta zona, ma puoi arrivare anche cifre astronomiche che neanche conosco. Io e la mia ragazza paghiamo, ad esempio, 1000 sterline al mese in due in un appartamentino tutto nostro, e calcola che io ne guadagno 750 al mese, quindi ti ho detto tutto. Il consiglio mio è di cercare tanto in giro perchè comunque delle soluzioni buone si trovano e soprattutto non affidarti mai ad agenzie!!!!     


- Hai notato particolari differenze negli stili di vita tra italia e inghilterra?
Particolari differenze??!! Si tante e sinceramente dopo tutte queste volte che sono venuto qui, ti posso dire che se ti piace lo stile di vita italiano, quello inglese non ti potrà mai piacere allo stesso modo. Io ne soffro molto, perchè comunque non mi sento mai me stesso, o meglio non riesco mai a fare o godermi qualcosa per me stesso. Forse l’unica cosa che mi piace qui è che nessuno ti giudica mai per l’apparenza, cosa che in Italia è molto molto accentuata.


- E’ più forte, al momento, la voglia di restare o la nostalgia per l'italia?
La nostalgia per l’Italia ce ne è tanta e la voglia di tornare pure, però mi sono dato degli obiettivi che devo portare a termine.


- Ci faresti un rendiconto mensile delle tue entrate-uscite?
Come ti accennavo prima guadagnando circa 750 pound al mese e pagando 500 pound di affitto non mi rimane nulla. Anche perchè devi considerare poi un ulteriori 120 pound fissi di trasporti, quindi mi rimangono un centinaio di sterline. Ecco che a quel punto chiamo a casa!!! 


- Confronta Londra e Roma in base a questi 3 aspetti: lavoro;istruzione; vivibilità.
Penso che per quanto riguarda il lavoro nonostante una crisi economica generale, Londra ti offre qualche possibilità in più e sicuramente rispetto a Roma ma in Italia in generale, se hai le carte in regola puoi fare strada a differenza nostra dove gli avanzamenti a livello professionale li puoi fare solo con delle conoscenze. Per quel che riguarda l’istruzione non so bene, qui a Londra puoi trovare qualsiasi tipo di corso possibile immaginabile, perchè si da molto risalto alla cultura, alla formazione della persona. Invece per quel che riguarda la vivibilità preferisco Roma.                                       


- "Pub Culture": la vivi? ti piace?
Loro hanno questa cultura di ritrovarsi soprattutto dopo il lavoro e stare al pub sino alle 8 di sera, diciamo che sarebbe il nostro aperitivo, e sinceramente preferisco di gran lunga la nostra tradizione.


- Perchè hai scelto londra?
Ho scelto Londra perchè mi trovavo in una di quelle fasi della vita dove non hai delle idee chiare su cosa fare, che direzione prendere nella tua vita e siccome qui l’ultima volta ho vissuto un’esperienza molto importante soprattutto di crescita personale, sono partito per schiarirmi le idee e cercare degli stimoli nuovi. Che dire, penso che sia una di quelle esperienze che rimarranno per sempre dentro di me.


- Come siamo visti noi italiani all’estero?  I recenti scandali sessuali che hanno coinvolto Berlusconi hanno avuto un forte eco nel regno unito?
Preferisco non parlare di questo argomento, dico solo che a scuola i professori ci fanno sempre delle battute su questi scandali berlusconiani.

martedì 12 aprile 2011

IL SISTEMA UNIVERSITARIO ITALIANO

Coma primo post ho deciso di parlare del sistema universitario italiano, con i suoi pro e contro; per fare ciò, mi sono avvalso della collaborazione di un amico, Fabrizio di Stefano, studente presso la "D'Annunzio" di Pescara ed "esperto" di università estere, grazie ai suoi viaggi studio in Estonia, Bielorussia e Stati Uniti.
Vediamo cosa ne pensa al riguardo.


1- Come giudichi il sistema universitario italiano?
Antiquato. Al costo di fare retorica bisogna dire che i nostri sistemi di insegnamento sono ormai obsoleti. Stiamo tralasciando una componente importante della formazione, ovvero la pratica. Stiamo creando delle menti ottime per la ricerca che in Italia non vengono sfruttate.

2-   Le principali differenze che hai notato con altri paesi?
Continuando a parlare di istruzione, in Paesi di cultura anglosassone ho notato una condizione opposta a quella italiana, a mio parere neanche quella del tutto confortante, vengono creati automi, perfetti per il lavoro, vuoti dal punto di vista umano, privi di pensiero critico. Ci vorrebbe un giusto mix.

3-   Indica 3 punti su cui, a tuo, parere, occorre intervenire per migliorare il sistema.
Uno su tutti è il sistema politico, non basta cambiare 5 o 10 attori, bisogna cambiare tutta la compagnia, o lo spettacolo resterà sempre lo stesso. Questo si può fare, in Estonia c’è il parlamento più giovane d’Europa, nonostante le dure critiche piovute da osservatori ed improvvisati economisti di tutto il mondo, che la davano per spacciata ad ogni scricchiolio dell’economia mondiale, l’Estonia è uno dei paesi più virtuosi in Europa, dando un forte distacco ai cugini lettoni e lituani nella rincorsa ad un’economia più stabile ed in linea con le politiche di Maastricht.
Dovendone scegliere altri due, dico sistema d’istruzione e la nostra cultura, la quale basandosi su un forte sistema familiaristico, tende troppo spesso a tralasciare il bene della società per quello personale.

4-   L’università ti ha aiutato a cercare il lavoro o fai tutto da te?
Tutto da me. Forse ho incontrato le persone sbagliate, non me la sento di addossare tutte le colpe alla mia Università, ma senza dubbio, qualcosa di più si può fare.

5-   Che peso dai alla scarsa internazionalizzazione di molte università?
E’ un grosso problema, e poche università l’hanno capito. La crescita avviene confrontandosi, se gli studenti avessero più interazione con studenti stranieri, ed i professori con docenti provenienti da altri atenei i primi a giovarne sarebbero coloro che vivono l’Università, e di conseguenza tutta la comunità.

6-   Università online: nuovo paradigma o università di serie b?
E’un passo azzardato, bisognerebbe prima consolidare l’e-learning. Questi processi richiedono tempo, ed inserire un’università telematica dall’oggi al domani potrebbe causare dei problemi, uno fra tutti il rigetto. Chi si fiderebbe assegnare un incarico di responsabilità ad un laureato presso una università telematica? I passi vanno fatti uno alla volta, la gente deve prima entrare in confidenza con certe innovazioni.

7-   Saresti favorevole ad un’introduzione di “test di qualità” per uniformare le università italiane da nord a sud?
Assolutamente si, spesso si sente di “esami facili” o “lauree regalate”, alla fine del percorso di studi tutti possiedono lo stesso titolo, è giusto per la dignità del laureato che un collega con lo stesso titolo abbia anche le stesse conoscenze di base.

8-   Università pubblica: favorevole a mettere “barriere all’entrata”(test di ingresso e quindi meno alunni) per ottenere più qualità e magari meno costi in futuro?
Per determinate facoltà si. Se l’offerta è troppo alta il prezzo si abbassa, non lo dico io ma il mercato. Se vogliamo avere stipendi più competitivi ed in linea con il resto d’Europa, è uno dei dolorosi passi da compiere.

9-   Come mai hai scelto questa facoltà?
Sono laureato in Sociologia, ma non sono rimasto soddisfatto di come la mia disciplina viene intesa in Italia, viaggiando ho potuto cogliere altri aspetti, e credo che questa sia la facoltà che più si avvicina alla mia visione dell’Economia come Scienza Sociale.

10-   “Studente au pair”, ovvero possibilità di scambiare un semestre con un altro studente nel mondo in un'altra università( con esami equipollenti); la vedi come un’utopia o come una possibile e reale innovazione?
Basta poco, buona volontà. Forse sarò cinico, ma penso che mostrare a chi di dovere un modo per fare soldi con questi scambi, sia un buon compromesso per migliorare la nostra formazione.